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CYBERTRUTH · 1 · Scritti — la ricostruzione dei fatti

aggiornato al 1 agosto 2026

Cosa è sotto inchiesta: dieci nodi aperti

Quello che segue NON è accertato. Sono versioni contrapposte e questioni aperte, da tenere separate dai fatti documentati.

1. I RINFORZI. Non risulta pubblicamente se i due agenti abbiano chiesto il supporto di una seconda pattuglia, come previsto dalle linee guida. È la domanda più importante e senza risposta.

2. I MINUTI TRA L'IMMOBILIZZAZIONE E L'ALLARME. Secondo la ricostruzione dalla bodycam (il Resto del Carlino): circa quattro minuti tra il momento in cui gli agenti si rialzano e le frasi «Non respira», «Ha gli occhi fissi». Secondo la Croce Rossa: i volontari si sarebbero avvicinati meno di un minuto dopo, rilevando ancora segni vitali, e avrebbero iniziato la rianimazione dopo poche decine di secondi. Le due versioni sono incompatibili. Decideranno i filmati integrali e la memoria del defibrillatore, sequestrato dalla Procura.

3. PERCHÉ I SOCCORRITORI RESTARONO A DISTANZA. Resta da stabilire chi, e quando, dichiarò conclusa e sicura la fase di contenimento: da quel momento la responsabilità del corpo di Abderrahim Fakir passa dagli agenti ai sanitari. La posizione della Croce Rossa, i limiti di un equipaggio senza medico e il quadro giuridico che riguarda i quattro volontari sono nella scheda dedicata a loro.

4. LA RIANIMAZIONE A PERSONA LEGATA. Documentato dai filmati. Per l'avvocato della famiglia è «intollerabile» e la responsabilità sarebbe degli agenti, non dei sanitari. Da accertare chi dovesse rimuovere le fascette e perché non fu fatto.

5. L'ORIGINE DEL SANGUE. Un filmato del 25 luglio, girato durante i rilievi della scientifica, mostra Fakir supino con sangue sul volto e una chiazza sotto la nuca. Per l'avvocato degli agenti proverrebbe da una ferita procurata strisciando sul terreno durante l'immobilizzazione; la relazione di servizio afferma che aveva ferite al capo procurate PRIMA della colluttazione. Per l'avvocato della famiglia, i filmati precedenti all'atterramento non mostrano ferite visibili.

6. LO SPRAY. Da accertare la distanza a cui è stato spruzzato e i suoi effetti. L'autopsia ha rilevato lievi irritazioni alle vie respiratorie compatibili con l'inalazione, senza che si sappia se abbiano contribuito alla morte.

7. LA CAUSA DELLA MORTE. Primi esiti del 24 luglio: sangue nei polmoni e segni di schiacciamento degli organi respiratori. Ipotesi più plausibile una crisi respiratoria culminata in asfissia, ma non è accertato cosa l'abbia provocata né se lo schiacciamento sia avvenuto durante il contenimento, durante la rianimazione o in entrambe le fasi. Nessuna frattura importante, tranne una lieve a un dito del piede. Un test preliminare avrebbe rilevato cocaina: le analisi tossicologiche definitive dovranno confermarlo e stabilire se abbia avuto un ruolo. Relazione definitiva attesa entro novanta giorni. Consulenti nominati dalla Procura, tutti esterni all'ospedale di Bologna: Valentina Bugelli (medico legale, Parma), Cristina Basso (anatomopatologa, Padova), Manuela Bonizzoli (anestesista-rianimatrice, Careggi), Luca Morini (tossicologo, Pavia).

8. LA TECNICA DI CONTENIMENTO. Al vaglio se sia stata conforme alle linee guida del Viminale. L'avvocato degli agenti: «L'intervento contenitivo è stato fatto seguendo il protocollo. Non c'è stato schiacciamento con le ginocchia».

9. IL QUADRO GIUDIZIARIO. Procura di Bologna, omicidio colposo. Fascicolo dei pm Domenico Ambrosino e Francesca Arienti, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido. I nomi dei due agenti e dei quattro volontari sono nel registro preliminare 45-bis per effetto della norma detta «scudo penale» — legge n. 54 del 24 aprile 2026, che ha introdotto l'art. 335-quinquies c.p.p. Non è un'immunità: non impedisce le indagini né cancella eventuali reati. L'avvocato della famiglia ha chiesto che le indagini non siano svolte dalla polizia, richiamando la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

10. ALTRI PUNTI APERTI MINORI. La sede legale e operativa dell'impresa di Fakir. Quale CSM lo seguiva. La situazione familiare: alcune fonti riferiscono di una moglie intervenuta telefonicamente dal Marocco, altre di una separazione da una moglie italiana. L'identità e la posizione dei due uomini dell'auto.

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Questa scheda fa parte dell'archivio CYBERTRUTH sulla morte di Abderrahim Fakir.