il momento in cui l'intervento degenera
La colluttazione con l'auto: il momento in cui l'intervento cambia
Fino a quel momento gli agenti erano rimasti a distanza per circa venti minuti. È qui che l'intervento cambia natura.
LA SCENA. Poco dopo le 12.36, nel cortile dei garage del civico 6 di via Italo Svevo, ci sono Fakir, i due poliziotti, i quattro volontari della Croce Rossa rimasti a distanza, e alcuni residenti. Entra un'automobile diretta verso una delle rimesse.
COSA DICE LA RELAZIONE DI SERVIZIO DEGLI AGENTI. Il conducente scende. Fakir lo aggredisce: gli dà uno spintone, gli urla contro e colpisce il cofano dell'auto con un pugno, «lasciandovi il segno». È allora che gli agenti intervengono per contenerlo. [il Resto del Carlino, 22 luglio]
IL DANNO ALL'AUTO. Un pugno, un segno sul cofano. Questo è ciò che risulta dalla relazione di servizio. Alcune ricostruzioni successive parlano anche del parabrezza. NON risulta pubblicamente alcuna denuncia o querela per danneggiamento, e il danno all'auto non figura tra gli elementi dell'inchiesta. Il fatto contestato nella relazione non è il danno al veicolo: è l'aggressione alla persona.
UNA DISCREPANZA CHE VA TENUTA. Le fonti divergono su quante persone siano scese dall'auto. Per la relazione dei poliziotti scende IL CONDUCENTE, uno solo. Per le ricostruzioni basate sulla bodycam diffusa dal Tg1 il 23 luglio scendono DUE UOMINI, conducente e passeggero, entrambi coinvolti nella colluttazione. Non è un dettaglio: cambia se gli agenti stessero proteggendo una persona aggredita o separando più persone che si affrontavano.
COSA MOSTRA LA BODYCAM. Le mani dei due agenti afferrano le braccia di un uomo con la maglietta bianca per separarlo da un altro in maglia rossa. Il dettaglio non è secondario: gli agenti afferrano ANCHE L'ALTRO UOMO, non solo Fakir. Questo indica che nel momento critico l'occupante dell'auto era fisicamente ingaggiato. La bodycam viene accesa pochi istanti prima dell'intervento e riprende poi tutto: immobilizzazione, arrivo dei soccorsi, rianimazione. Il video è stato consegnato in Procura.
CHI SONO I DUE DELL'AUTO. Non è stato reso pubblico, né è nota la loro posizione processuale. Nessuna fonte afferma che abbiano colpito Fakir o intralciato l'operazione: attribuirglielo sarebbe una supposizione.
I CIVILI CHE HANNO TENUTO FERMO FAKIR. Quattro residenti del Pilastro, con tempi e modalità diverse. Il più visibile è un cittadino kosovaro, a torso nudo, che ha tenuto ferme le caviglie per il tempo più lungo, continuando anche quando Fakir non si muoveva più e assistendo gli agenti mentre gli legavano i piedi. Secondo testimonianze raccolte tra i residenti, sarebbero stati gli agenti a chiedere a un cittadino di aiutarli. Almeno uno dei quattro è già stato ascoltato dai pm; il cittadino kosovaro, al 30 luglio, non ancora. NON è stato reso noto se i due dell'auto siano tra questi quattro.
LE DUE LETTURE. Per Gabriele Bordoni, avvocato dei poliziotti: «C'è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un'auto e che entrano in contatto con lui: a questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire». Per Fabio Anselmo, avvocato della famiglia: i filmati precedenti mostrano che Fakir era ancora in grado di dialogare e che prima dell'atterramento non aveva ferite visibili a testa o volto; gli estratti pubblici della bodycam non permettono di stabilire quanto fosse grave la colluttazione né se l'intervento fosse proporzionato.
COSA RESTA DA STABILIRE. La registrazione integrale della bodycam non è stata resa pubblica: ne sono circolati solo estratti. Finché non sarà esaminata per intero e incrociata con gli altri filmati non è possibile dire quanto sia durata la colluttazione, chi abbia fatto cosa, e se la forza impiegata dopo l'atterramento fosse proporzionata.