Di cosa si tratta
Quali giornali italiani si leggono gratis online, quali chiedono un abbonamento, e quanto costa ciascuno? I prezzi sono stati raccolti ad agosto 2026 dalle pagine ufficiali degli abbonamenti; dove la testata impediva la lettura automatica, da fonti secondarie — ed è indicato caso per caso.
Quello che si legge senza pagare
È la parte che di solito nessuno racconta, e conta più dell'altra. Le agenzie di stampa non hanno paywall, e con loro gran parte dell'informazione televisiva e dei siti nativi digitali.
| Testata | Tipo | Accesso |
|---|---|---|
| ANSA | agenzia di stampa | libero |
| AdnKronos | agenzia di stampa | libero |
| AGI | agenzia di stampa | libero |
| Rai News | servizio pubblico | libero |
| Sky TG24 | televisione | libero |
| TGcom24 | televisione | libero |
| Fanpage | nativo digitale | libero |
| Open | nativo digitale | libero |
| Today / Citynews | rete locale | libero |
| Il Post | nativo digitale | libero — abbonamento facoltativo |
I quotidiani nazionali a pagamento
Per ogni testata è indicata l'opzione più economica che dà accesso agli articoli. Dove esistono più formule, sono elencate separatamente.
| Testata | Al mese | All'anno | Note |
|---|---|---|---|
| Il Sole 24 Ore | — | 329,00 € | primo anno; promozione 2 mesi a 1 € |
| Corriere della Sera | 24,99 € | 259,99 € | prezzo a regime; promozione 9 € il primo mese |
| La Stampa sito + giornale | 24,99 € | 249,99 € | |
| Il Messaggero | 19,99 € | 239,88 € | annuale calcolato sul mensile; promozione 1 € il primo mese |
| Il Mattino | 19,99 € | 239,88 € | annuale calcolato sul mensile; promozione 3 € per 3 mesi |
| Domani | 11,99 € | 200,00 € | 90 € per studenti e docenti |
| la Repubblica | 19,99 € | 199,99 € | 4,99 € a settimana |
| Il Fatto Quotidiano Partner | 15,99 € | 189,99 € | primo anno 99,99 € |
| La Verità | 19,99 € | 159,99 € | da app: 10,99 € al mese, 109,99 € all'anno |
| La Stampa solo sito | 11,99 € | 99,99 € | |
| Avvenire | 5,49 € a settimana | da 62,00 € | |
| Il Fatto Quotidiano Sostenitore | 5,99 € | 60,00 € | formula più economica del campione |
| Il Giornale | — | 379,00 € | carta + digitale: il solo digitale non è pubblicato |
I quotidiani a Brescia
Le due testate cittadine, entrambe con paywall sugli articoli.
| Testata | Formula | Al mese | All'anno |
|---|---|---|---|
| Giornale di Brescia | GDB+ (articoli del sito) | 7,00 € | 70,00 € |
| Giornale di Brescia | Replica (giornale sfogliabile) | 14,99 € | 169,99 € |
| Giornale di Brescia | Replica + GDB+ | 15,99 € | — |
| BresciaOggi | digitale | — | 149,99 € |
| BresciaOggi | digitale 3 mesi | — | 54,99 € per 3 mesi |
| BresciaOggi | digitale 7 giorni | — | 3,00 € per 7 giorni |
Il conto
Sommando per ogni testata la formula più economica che dà accesso agli articoli — dieci quotidiani nazionali più i due bresciani:
Leggere dodici testate italiane per un anno
2.020,71 €
Circa 168 euro al mese. Il Giornale resta fuori dal conto perché pubblica solo la formula con la carta, e con lui tutte le testate che il prezzo del solo digitale non lo dichiarano: la cifra reale sarebbe più alta.
L'altro prezzo: i banner dei cookie
Chi non paga in denaro paga in dati, e il pedaggio si chiama banner dei cookie.
Quanti sono. Su diecimila fra i siti più visitati in Europa, il 67% mostra un banner di consenso. Ma solo il 15% ne ha uno che rispetta i requisiti minimi di legge. E uno studio del giugno 2025 ha rilevato che quasi la metà dei siti continua a tracciare anche dopo che hai rifiutato.
Cosa fanno i giornali italiani. Dall'ottobre 2022 diverse testate digitali italiane hanno cambiato il banner e messo il lettore davanti a due sole strade: acconsentire alla profilazione, oppure pagare un abbonamento. Il Garante per la privacy ha aperto istruttorie per verificarne la legittimità. Nell'aprile 2024 il Comitato europeo per la protezione dei dati ha stabilito che, nella maggior parte dei casi, il modello «paga o acconsenti» non costituisce un consenso valido. E il Garante italiano ha ripetuto più volte che i cookie wall sono illegittimi, salvo che il sito offra un contenuto equivalente anche a chi non acconsente.
Quanto ci guadagnano. Qui va detta una cosa scomoda: il ricavo che una singola testata ottiene dal tuo consenso non è pubblico. Nessun giornale lo dichiara, e chi scrive una cifra precisa se la sta inventando. Quello che si sa con certezza sono due numeri di sistema:
- la pubblicità online in Italia vale 6,2 miliardi di euro (2025), il 53% dell'intero mercato pubblicitario, in crescita dell'11%;
- nello stesso periodo i ricavi dell'editoria quotidiana e periodica sono scesi del 18,2% dal 2021, da 3,04 a 2,48 miliardi.
E poi c'è un terzo numero, l'unico che il giornale dichiara davvero: il prezzo dell'opzione «paga». Quando una testata ti dice «abbonati oppure accetta il tracciamento», ti sta dicendo quanto vale, per lei, il tuo consenso.
Tre avvertenze prima di usare questi numeri
Quasi tutte le testate offrono un primo periodo scontato — Il Sole 24 Ore due mesi a 1 euro, Il Messaggero il primo mese a 1 euro, il Corriere a 9 euro — e poi risalgono. Il numero che conta è quello del rinnovo, ed è quello riportato qui dove è stato possibile trovarlo.
Molte testate lasciano leggere un certo numero di articoli al mese e chiudono dopo, oppure chiudono solo alcuni pezzi. Dipende dall'articolo, non dal sito: lo stesso giornale può risultare libero su una notizia di cronaca e chiuso su un'inchiesta.
Questa è la fotografia di agosto 2026. Listini, formule e promozioni cambiano nel giro di settimane.
Quello che non è stato possibile verificare
Per queste testate il prezzo del solo digitale non è pubblicato, oppure il sito impedisce la lettura automatica delle proprie pagine. Dove è stato possibile è indicato almeno il prezzo della copia in edicola, che è l'unico dato certo e verificabile da chiunque, in qualunque momento.
- il manifesto — 1,50 € in edicola
- Il Riformista — prezzo di copertina non reperibile online
- Libero — prezzo di copertina non reperibile online
- Il Foglio — prezzo di copertina non reperibile online
- Linkiesta — esce solo online, non ha edizione in edicola
- QN — il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno — pubblicano solo le formule con la carta: 12 mesi carta + digitale a 499 € per il Carlino, 379 € per Il Giorno
Il prezzo in edicola
Per confronto, quanto costa comprare il giornale di carta. È il termine di paragone che manca in ogni discussione sugli abbonamenti digitali: un mese di abbonamento online costa quanto dieci o quindici copie in edicola.
| Testata | Una copia | Un anno di carta | Un anno di digitale |
|---|---|---|---|
| Il Sole 24 Ore | 2,00 € | 730,00 € | 329,00 € |
| La Stampa | 2,00 € | 730,00 € | 99,99 € |
| Il Fatto Quotidiano | 2,00 € | 730,00 € | 60,00 € |
| la Repubblica | 1,90 € | 693,50 € | 199,99 € |
| Corriere della Sera | 1,70 € | 620,50 € | 259,99 € |
| La Verità | 1,50 € | 547,50 € | 159,99 € |
| il manifesto | 1,50 € | 547,50 € | non pubblicato |
| Il Messaggero | 1,40 € | 511,00 € | 239,88 € |
| Avvenire | 1,00 € digitale | 289,00 € abbonamento | da 62,00 € |
L'anno di carta è calcolato su 365 copie, una al giorno. L'anno di digitale è la formula più economica che dà accesso agli articoli, quella delle tabelle qui sopra.
Avvenire fa storia a sé e va spiegato. Il prezzo della copia in edicola non è pubblicato online: quello che il giornale dichiara è 1,00 € per una singola copia digitale. E non esce sette giorni su sette ma dal martedì alla domenica, quindi il conto su 365 copie non si applica: al suo posto è indicato l'abbonamento annuale alla carta, sei copie a settimana, a 289,00 € invece di 475,00.
Va detto anche quando i conti dicono il contrario di quello che ci si aspetta. Comprare il giornale ogni giorno costa da due a dodici volte l'abbonamento digitale della stessa testata: 730 euro contro 60 per Il Fatto Quotidiano, 620 contro 260 per il Corriere. Il digitale non è caro rispetto alla carta: è caro rispetto a zero, che è quello a cui il lettore si era abituato. E ha una differenza che non si vede nel prezzo: la copia di carta la puoi prestare, ritagliare, lasciare sul tavolo del bar. L'abbonamento digitale è tuo e basta.
Il Corriere della Sera ha aumentato il prezzo in edicola nel 2026, dopo averlo tenuto fermo dal 2015. Resta comunque fra i più economici.
Il paywall cambia fra computer e telefono?
No. Tredici testate provate, nessuna cambia criteri.
La stessa pagina è stata scaricata due volte da ognuna: una volta dichiarandosi un computer, una volta dichiarandosi un telefono Android. Poi sono state confrontate tre cose: se compare il banner del consenso, se compare la formula «paga o accetta», e se l'articolo è dichiarato a pagamento.
Il risultato è identico in ogni caso. Nessuna testata mostra un muro sul computer e lo toglie sul telefono, o viceversa. Libero non ha risposto alle richieste automatiche e resta fuori dal conto.
Una cosa però salta all'occhio. Il banner dei cookie c'è su tutte e dodici le testate provate — comprese quelle che si leggono gratis: ANSA, Il Post, Il Giornale, BresciaOggi. Leggere senza pagare non vuol dire leggere senza essere seguiti: sono due cose diverse, e la seconda vale per tutti.
Il confronto riguarda la pagina che il server consegna al computer e al telefono. Molti siti mandano a tutti la stessa pagina e poi decidono dentro il browser, con dei programmi che qui non vengono eseguiti. Quindi la prova dimostra che il server non fa differenze: per essere certi anche di quello che succede dopo, andrebbero aperti i siti su un telefono vero, uno per uno.
Per Corriere della Sera, la Repubblica e La Stampa i prezzi provengono da fonti secondarie, perché i loro siti bloccano la consultazione automatica: vanno considerati indicativi e ricontrollati sulle pagine ufficiali.
Metodo
I dati sono stati raccolti il 10 agosto 2026. Dove è stato possibile, direttamente dalle pagine di abbonamento delle testate: Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore, Avvenire, Giornale di Brescia, BresciaOggi. Per le altre da ricerche su fonti pubbliche, come indicato sopra.
I numeri sui banner dei cookie vengono da rilevazioni pubbliche sui siti europei più visitati e da uno studio del giugno 2025 sul tracciamento dopo il rifiuto; le posizioni sul modello «paga o acconsenti» dai provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali e dall'opinione del Comitato europeo per la protezione dei dati dell'aprile 2024. I valori del mercato pubblicitario vengono dall'Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano e dall'Agcom. Le condizioni di condivisione di PressReader dalle sue pagine di assistenza e dai termini d'uso.
Per stabilire se un articolo è a pagamento si può guardare un campo che le testate dichiarano dentro la pagina, invisibile al lettore, chiamato isAccessibleForFree. Lo compilano perché i motori di ricerca lo pretendono: senza quella dichiarazione, un giornale che mostrasse a Google l'articolo intero e al lettore solo l'inizio verrebbe penalizzato. È quindi una dichiarazione della testata stessa, non una stima.
La via d'uscita, ed è gratuita
Per ovviare a questo problema consigliamo di registrarsi a questo sito.
Si chiama MediaLibraryOnLine — MLOL — ed è l'edicola digitale delle biblioteche pubbliche italiane. Distribuisce PressReader: oltre settemila giornali e riviste da tutto il mondo, compresi i principali quotidiani nazionali italiani, leggibili il giorno stesso in cui escono.
Condizioni di registrazione e di accesso
- È gratuito. Non si paga nulla: fa parte del servizio di pubblica lettura delle biblioteche.
- Bisogna essere iscritti a una biblioteca pubblica che aderisce a MLOL. L'iscrizione alla biblioteca è a sua volta gratuita.
- La registrazione si chiede alla propria biblioteca, non ci si iscrive da soli online. Servono un documento e un indirizzo email valido; le credenziali arrivano da lì.
- Si accede da casa, 24 ore su 24, da computer, tablet e telefono. In biblioteca ci si va una volta sola, per farsi dare le credenziali.
- Ogni rete di biblioteche ha il suo portale. Dal sito principale si trova quello della propria zona.
Serve per leggere, non per ripubblicare. Gli articoli letti su MLOL non si possono condividere per intero: i termini d'uso di PressReader li concedono per uso personale e non commerciale, e chi riceve un articolo condiviso deve avere a sua volta un accesso. Il diritto d'autore, in ogni caso, resta del giornale che l'ha scritto.
medialibrary.it →Per la provincia di Brescia il portale è rbbc.medialibrary.it, della Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese. Restano aperte anche le emeroteche vere: quella della Biblioteca Queriniana di Brescia raccoglie circa 6.900 testate fra quotidiani e periodici, italiani ed esteri.
Si possono condividere gli articoli letti su MLOL?
Per uso personale sì. In pubblico no.
Come si condivide. Dentro PressReader ogni articolo ha un menu — i tre puntini — con la voce Condividi: da lì si può mandare via messaggio, via email o sui social. Per usarla bisogna essere collegati con un proprio account: chi entra solo dal collegamento della biblioteca, senza account personale, prima deve crearne uno.
Il punto è chi lo riceve. PressReader avverte che alcune di quelle opzioni non funzionano con chi non ha attivato un account o non ha un abbonamento: al posto dell'articolo si trova la richiesta di pagare. Il link che mandi, insomma, non è un indirizzo pubblico come quello di un sito: è un invito che l'altro può aprire solo se ha a sua volta un accesso.
Cosa si può fare senza problemi, perché è uso personale: stampare l'articolo, salvarlo per sé, farselo leggere ad alta voce, farlo tradurre.
Cosa non si può fare: ripubblicarlo. I termini d'uso di PressReader concedono il servizio «per uso personale e non commerciale», senza diritti di uso promozionale, e il diritto d'autore resta comunque del giornale che l'ha scritto.
Quindi per condividere davvero in pubblico — su un sito, su un social, dentro un archivio come questo — l'unica strada resta il link alla pagina del giornale. Che però può essere a pagamento. Ed è il cerchio che si chiude.
E su Internet Archive, invece?
Lì sì, ed è il contrario esatto.
Provato, non supposto. Le pagine di un oggetto pubblico su archive.org sono state scaricate senza alcun account e senza alcun abbonamento: la pagina del lettore, l'immagine di copertina e la scheda dei dati hanno risposto tutte e tre regolarmente. Un indirizzo di archive.org è un indirizzo pubblico, come quello di un sito qualsiasi: chi lo riceve lo apre e basta.
E si può incorporare. Archive.org fornisce un indirizzo apposta per mettere il proprio lettore dentro un'altra pagina — è così che funzionano i video di questo archivio. Su MLOL non esiste niente di simile.
Ma non vuol dire che tutto sia libero. Vanno dette tre cose, perché su archive.org ci finisce materiale di ogni provenienza:
- l'Internet Archive non rivendica diritti su quello che gli altri caricano, e non garantisce lo stato dei diritti di ciò che ospita: il copyright resta di chi ce l'ha;
- molti oggetti portano una licenza scelta da chi li ha caricati, spesso «solo uso non commerciale, citando la fonte»: va guardata sulla pagina dell'oggetto, dove è scritta;
- una parte del materiale — i libri, soprattutto — è in prestito, non aperta: serve un account gratuito e si prende uno per volta, come in biblioteca.
Quello che conta per chi vuole pubblicare. Se il materiale è tuo — una tua registrazione, una tua intervista — e lo carichi lì, diventa liberamente collegabile e incorporabile da chiunque, per sempre e senza che nessuno debba iscriversi a niente. È l'opposto del paywall, e non costa nulla.